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Lavoro irregolare: ricalcolo e rimborso sanzioni civili

Con la circolare 129, l’INPS interviene sulla corretta determinazione delle sanzioni civili da applicare ai datori di lavoro in caso di impiego irregolare di lavoratori dipendenti. La novità è che, con riferimento alle sanzioni applicate per illeciti accertati dopo il 24 settembre 2015, non vanno applicate le maggiorazioni del 50%. Tale aumento è stato escluso dal Decreto Legislativo n.151 del 2015, che ha riformulato la disciplina delle sanzioni previste per i casi di lavoro irregolare.
La legge n. 388 del 2000 prevede che la sanzione civile sia pari a:

- Il tasso ufficiale di riferimento maggiorato di 5,5 punti nel caso di mancato o ritardato pagamento dei contributi o premi.
- Il 30% dei contributi omessi, in caso di evasione connessa a registrazioni o denunce obbligatorie omesse o non conformi.
 
Via libera quindi alle istanze di rimborso da parte dei datori di lavoro e al ricalcolo delle sanzioni da parte dell’INPS. Un ricalcolo che dovrà essere applicato a:
-Tutti gli accertamenti iniziati a partire dal giorno 24 settembre 2015.
-Tutti gli accertamenti ispettivi iniziati e non conclusi prima del 24 settembre 2015.
 
L’aumento delle sanzioni civili verrà applicato ai soli accertamenti ispettivi iniziati e conclusi prima del 24 settembre 2015.
I datori di lavoro che hanno già provveduto al pagamento di somme a titolo di sanzioni erroneamente calcolate, hanno diritto al rimborso della differenza tra quanto versato e quanto realmente dovuto. Gli aventi diritto devono inviare un’istanza telematica di rimborso tramite cassetto previdenziale all’INPS, contente l’elenco degli importi versati. La sezione del portale dell’INPS è: “Rimborsi/compensazioni” presente in “Versamenti F24”. 



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